EX MEDASPAN: LA FABBRICA DELLE VORAGINI

Stavolta la vostra valigetta felice e Marco vi portiamo in un luogo che non ha davvero nulla di paranormale ma è divenuto alquanto lugubre per via della natura che se lo sta mangiando pezzo dopo pezzo e per la vastità dei suoi spazi rimasti ormai vuoti: l’ Ex Medaspan di Meda.

Prima che questa fabbrica venisse chiusa nel 2004 (probabilmente la produzione è stata portata fuori Italia, dove la manodopera è decisamente più a buon mercato) produceva truciolati per mobili e registrava un fatturato di 50-60 milioni di Euro l’anno.

Perlustrando gli ampissimi capannoni abbiamo subito notato la grande quantità di buche, voragini e tombini dove è facile cadere se non si presta attenzione.

La vastità delle superfici e l’altezza dei soffitti sono davvero impressionanti, il tutto reso ancora più suggestivo dalla presenza di murales scarni alla Profondo Rosso.

Sono stati presentati diversi progetti di riqualificazione dell’area senza che nessuno di questi andasse mai in porto per via dell’enorme dispendio economico che comporterebbe una rispettiva bonifica, poiché è sovente trovare paludi, tappeti di muschio, siepi altissime e alberi cresciuti in punti più impensabili.

Ad un certo punto abbiamo sentito la presenza di altri quattro ragazzini che gentilmente ci hanno fatto da guida accompagnandoci fin sopra il tetto, dove abbiamo potuto ammirare l’immensità di questa struttura abbandonata e notare i numerosi oblò rimasti scoperchiati che mostrano i piani inferiori.

Qui è anche presente un imponente silo ancora protetto dai ponteggi sul quale è possibile salire tramite una scala a pioli, ma visto il tempaccio abbiamo preferito evitare.

Salutato il baldo gruppetto abbiamo concluso l’esplorazione entrando nella palazzina vicino all’entrata, dove si trova un piccolo magazzino dove sono ancora rimasti dei pannelli di truciolato ancora imballati.

Ai piani superiori c’erano degli uffici e dei bagni, uno dei quali con la vasca. In questi locali sono rimasti tracce di bivacco di qualcuno che ha anche ben pensato di riscaldarsi bruciando le varie cartacce accatastate.

Se volete vedere il video dell’esplorazione potete vederlo qui, mentre le mie foto sulla mia pagina Facebook,

 

 

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Al prossimo post

La Maletita Feliz 

 

 

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